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U18 M: i rivieraschi agganciano il treno per la fase d’Elite

Interclubarcolana – Romans 61-56 (16-14; 14-14; 13-19; 19-9)
Interclubarcolana: Bernich 7, Radovcic 2, Verginella 2, Padoan, Pelizon 8, Tonut 12, Bonetti 4, Paiano 4, Lavince 8, Morgut 11, Apostoli 2, Rabar 1. All.: Fuligno-Zadeo
 
L’allegra cooperativa Interclubarcolana fa sua la partita più importante della prima parte di stagione imponendosi tra le mura amiche contro il Romans agganciandolo in classifica. Con questa vittoria, e avendo il Romans concluso il percorso della prima fase, diventa matematico il passaggio dei rivieraschi alla fase d’Elite obiettivo dichiarato dai coach Fuligno e Zadeo già dagli allenamenti di inizio stagione. Con una formazione di soli 2001, opposta ad avversari spesso rinforzati da elementi di un anno superiore, è questo un traguardo di grande importanza che premia il duro lavoro impostato dallo staff e recepito dai ragazzi durante le sedute di allenamento e messo il tutto in pratica quando più contava.
In una partita da dentro o fuori, che per entrambe valeva come una finale, l’allegra cooperativa ha saputo mantenere lucidità e nervi saldi anche quando, a metà del terzo quarto, il Romans ci aveva sprofondato a -9 con un paio di ottime triple ed una difesa a zona di pregevole fattura. Nonostante lo sbandamento ed un paio (forse più) di palloni buttati al vento i rivieraschi non si sono disuniti e hanno saputo erodere il divario, portandolo a -4 alla penultima sirena, per poi profondere lo sforzo maggiore nell’ultima frazione limitando l’avversario in difesa e attuando con pazienza gli schemi d’attacco. Partita durissima, sempre sul filo del rasoio, in cui si è notata una nuova attitudine dei rivieraschi a non subire passivamente la fisicità degli avversari restituendo invece le spallate ricevute.
Ci piace sottolineare, in una partita dove i giocatori maggiormente preposti a portare fieno in cascina si sono svegliati con qualche quarto di ritardo, l’apporto fondamentale degli elementi di rotazione fino all’ultimo ragazzo della panchina. In ogni frazione, con un’alternanza che è sembrata quasi programmata a tavolino, sono emersi uno o due rivieraschi capaci di entrare nelle vesti del protagonista issandosi sulle spalle l’intera squadra.
Non è passato quindi inosservato il monumentale primo quarto di Bernich che con 7 punti in 7’ ed una difesa puntuale e aggressiva ha tenuta salda la rotta del quintetto. Come degna di nota è stata la seconda frazione di Lavince che contro avversari di uguale o maggiore tonnellaggio è riuscito a produrre un ottimo bottino in attacco oltre al consolidato apporto di fisicità sotto il nostro tabellone. Ha stupito Rabar, a cavallo di terzo e quarto periodo, che dopo qualche balbettio ha imposto la sua dura legge con inattesa cattiveria agonistica rispondendo ai colpi presi con inusitata energia guadagnando secondi possessi e liberi preziosi. Radovcic, novello Jason Kidd, ha appena intaccato il suo score ma con capacità intuitive superiori ha saputo intercettare palloni fondamentali nel contenere gli sforzi avversari, mentre Verginella ha messo sul parquet una quota se possibile ancora più alta della sua consueta verve agonistica. Padoan, ormai cecchino designato, non ha avuto possibilità di pungere ma ha saputo reinventarsi facendo un ottimo lavoro di sponda per i compagni meglio piazzati. Bravo Paiano, l’uomo mascherato rientrante dopo un intervento al naso, che ha saputo sacrificarsi in difesa e trasformare gelidamente liberi di capitale importanza. Del quintetto base il più costante è stato forse Tonut inventore di alcune giocate spettacolari e di sostanza e in questo contesto ordinato portatore di palla. Alle prese con un piccolo infortunio Bonetti (che uscendo ha dato il via allo show iniziale di Bernich) nei minuti finali ha dimenticato fasciatura e dolore portando i 4 punti in fila più decisivi della giornata. In partenza poco incisivo Morgut, capace con il proseguire della partita di crescere in attitudine e concretezza, fino ai due decisivi rimbalzi in attacco e conseguenti punti definitivi. Apostoli si è rivelato dominante a rimbalzo dimostrando capacità di intercettare o tenere viva qualsiasi palla che scendesse dai tabelloni. Infine Pelizon che oltre ad un significativo bottino di punti ha messo sul piatto muggesano una cifra enorme di energia e cattiveria agonistica, l’unico neo della sua prestazione è stato lo scatto esagerato che lo ha tolto dai giochi nei minuti finali della partita.
Attendiamo quindi l’ultima partita della fase da condurre comunque con la doverosa attenzione ed il successivo calendario d’Elite. Se sapremo aggiungere velocità e maggiore precisione al gioco (e perché no…anche al tiro) l’allegra cooperativa saprà dire la sua anche in un contesto sicuramente più impegnativo.

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